Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio per l’arma dei Carabinieri
May10

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio per l’arma dei Carabinieri

All’interno del parco del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri a Roma, è stata presentata la nuova Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio per l’arma dei Carabinieri, alla presenza delle più alte cariche dello stato, del Comandante Generale Tullio Del Sette, del Presidente del gruppo FCA John Elkann e dell’Amministratore Delegato Sergio Marchionne. Alfa Romeo ha deciso di donare all’arma dei Carabinieri due Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, modificate appositamente per le forze dell’ordine e dotate di defibrillatore, speciali unità portatili di raffreddamento, predisposizione radio, sistema Odino, dispositivi supplementari di emergenza, porta arma lunga e torce led ricaricabili. Per guidare al massimo e in totale sicurezza i 510 CV della Giulia Quadrifoglio, il gruppo FCA garantirà a un ristretto numero di carabinieri selezionati dall’Arma, un corso di guida sicura presso l’autodromo di Varano de Melegari, a cura di istruttori Alfa Romeo. Le due nuove vetture saranno utilizzate a Roma e Milano per interventi speciali, quali il trasporto di organi e sangue, oltre che per i servizi di scorta in occasione di cerimonie istituzionali, un po’ come accade per la Lamborghini Huracan della Polizia. Anche Giulietta e Renegade Insieme alla Nuova Giulia Quadrifoglio, erano esposti diversi modelli della gamma FCA, come l’Alfa Romeo Giulietta e la Jeep Renegade sempre “in divisa”, che verranno consegnate in 800 unità all’arma dei Carabinieri nel corso del 2016, nonostante il precedente bando dove Seat si è aggiudicata la fornitura delle vetture per Polizia e Carabinieri al posto delle vetture italiane. Un grande segnale da parte del gruppo FCA, che dimostra di esserci e di voler essere presente anche se non si è aggiudicata l’appalto. La Giulia del ’63 Come ospite d’onore, non poteva mancare l’Alfa Romeo Giulia Super degli anni ’70, testimonianza concreta del forte legame tra l’Alfa Romeo ed i Carabinieri che affonda le proprie radici nel secondo Dopoguerra, quando tutte le “Gazzelle” avevano il marchio Alfa sulla calandra, a cominciare dalle Giulietta e dalla sua discendente diretta, la Giulia. Quest’ultima in particolare, fu la vettura che negli anni 70 proponeva concezioni all’avanguardia riuscendo a coniugare ottime prestazioni motoristiche con elevate doti di affidabilità, insieme a nuovissimi apparecchi radiotelefonici collegati alle Centrali Operative, che costituivano il fiore all’occhiello del Comando Generale. Il mezzo venne impiegato dal 1963 al 1968. Da allora il sodalizio tra l’Arma e Alfa Romeo è proseguito negli anni con vetture sempre più grintose e affidabili: dall’Alfa Romeo Alfetta all’Alfa Romeo 90, dall’Alfa Romeo 75 all’Alfa Romeo 155, dall’Alfa Romeo 156 all’Alfa Romeo 159, arrivando fino a oggi alla Nuova Giulia Quadrifoglio, simbolo dell’eccellente know-how tecnologico e del migliore spirito creativo del nostro Paese. Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Carabinieri [Show as...

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FCA: accordo con Google per la guida autonoma
May04

FCA: accordo con Google per la guida autonoma

Ore è ufficiale. Con un’importante accordo che avrà molti risvolti nel mondo dell’auto, FCA e Google hanno firmato l’intesa per costruire insieme l’auto che si guida da sola, proiettando FCA un passo avanti alle rivali, sia in termini tecnologici, sia in termini di connettività e dati. L’accordo prevede la fornitura da parte del gruppo FCA di circa 100 Chrysler Pacifica a Google, in modo tale che l’azienda più famosa del web possa utilizzarle come base per sviluppare su un’auto prodotta in scala la guida autonoma. Dopo mesi di trattative, Google ha accettato la proposta di FCA, non solo grazie alla condivisione dei dati (cosa che invece ha bloccato l’accordo con Ford), ma anche perché l’accordo porterà alla prima auto di Google, ovviamente prodotta da FCA. Un po’ come accade per gli smartphone: Google mette la tecnologia interna ed i costruttori i mezzi per costruirli. Lo stesso sarà per l’auto di Google. Sergio Marchionne ha commentato così l’accordo: “Lavorare con Google offre a FCA la possibilità di collaborare con una delle maggiori società tecnologiche al mondo per accelerare l’innovazione nell’industria automobilistica. L’esperienza che tutte e due le aziende acquisteranno sarà fondamentale per offrire soluzioni tecnologiche nel settore automobilistico, che avranno benefici per i consumatori. L’auto senza conducente progettata da Google può rendere le nostre strade più sicure ed aumentare la mobilità di milioni di persone che non possono guidare” L’auto a guida autonoma di FCA La fase sperimentale del progetto dell’auto a guida autonoma di Google dura da 7 anni, e manca ancora un anno per poterla considerare conclusa. Ad oggi, la flotta di auto senza guidatore ha percorso più di 4 milioni di km sulle strade degli Stati Uniti, con un bilancio di 14 incidenti causati da altri veicoli e solo 1 incidente causato dalla Google Car, quando ha colpito la fiancata di un Bus cambiando corsia. Se al termine di questi 8 anni di test i risultati saranno considerati ottimi, FCA inizierà la produzione in piccola scala della Chrysler Pacifica a guida autonoma, incrementandola in base alle richieste di mercato. Più sicurezza La scommessa di FCA e Google è di arrivare un giorno all’auto intelligente che si sposta da sola, un sistema che in un futuro prossimo permetterebbe di dimezzare le auto in circolazione, evitare migliaia di incidenti e lunghe code nelle ore di punta, ottimizzando i trasporti ed il tempo delle persone. Ovviamente sembra di descrivere la trama di un film di fantascienza, ma se pensiamo a cosa è stata in grado di fare la tecnologia negli ultimi 10 anni, questo traguardo è davvero vicino. Ma la vera domanda di ogni appassionato di auto è: che fine farà il piacere di guida,...

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Volvo: 1 milione di auto ibride ed elettriche entro il 2025
Apr29

Volvo: 1 milione di auto ibride ed elettriche entro il 2025

Da sempre nota come Casa automobilistica attenta alla sicurezza dei suoi guidatori portando al debutto sistemi di sicurezza attiva e passiva inediti rispetto alla concorrenza, Volvo ha annunciato di voler raggiungere 1 milione di automobili “elettrificate” (ibride ed elettriche) vendute entro il 2025. L’azienda svedese infatti prevede di raggiungere questo obiettivo offrendo almeno due versioni ibride di ciascun modello della sua gamma, insieme al lancio della sua prima vettura completamente elettrica nel 2019. Anche se molti credono che le case stiano “rincorrendo” il successo di Tesla con la recente presentazione della Model 3, la verità è che Volvo sta studiando da 5 anni i veicoli ibridi ed elettrici e la loro diffusione. Nuove architetture Volvo infatti ha sviluppato due architetture completamente nuove per automobili di dimensioni grandi e piccole: l’Architettura di Prodotto Scalabile (SPA) e l’Architettura Modulare Compatta (CMA), che sono in grado di integrare la tecnologia ibrida e quella esclusivamente elettrica. Le Volvo della Serie 90 e 60 saranno costruite sulla SPA e presto sarà lanciata una gamma globale di vetture della Serie 40, più compatte e basate sulla CMA. Per tutti questi modelli saranno disponibili versioni ibride ed elettriche ed è per questo motivo che Volvo crede fortemente di poter raggiungere il traguardo del milione. Ambiente e sicurezza Al nuovo impegno è stato attribuito il nome di “omtanke”, una parola svedese che significa “considerazione” o “prendersi cura”. Questo perché Volvo intende pensare di più all’ambiente, con la promessa di arrivare all’impatto zero entro il 2025, portare al 35% la quota di donne con incarichi dirigenziali entro il 2020 e di continuare a perseguire l’obiettivo già prefissato di ridurre a zero il numero di persone rimaste uccise o gravemente ferite a seguito di incidente in una nuova Volvo entro il 2020 Queste le parole di Hakan Samuelsson, Presidente e CEO di Volvo: “Il nostro è un obiettivo deliberatamente ambizioso. Sarà una sfida certo, ma Volvo vuole essere protagonista di questo orientamento generale verso l’elettrificazione. La sostenibilità non è nulla di nuovo, né qualcosa che rimane al di fuori delle nostre attività operative; si tratta piuttosto di qualcosa che è parte integrante di tutto quello che facciamo. E’ semplicemente il nostro modo di operare. Questo nuovo impegno verso la sostenibilità riflette la convinzione fondamentale di Volvo Cars che sia necessario anche crescere in modo responsabile” FOTO IBRIDE ED ELETTRICHE VOLVO [Show as...

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Jaguar: addio alle station wagon
Apr21

Jaguar: addio alle station wagon

Qualcuno lo aveva previsto, altri lo avevano annunciato, ma ben pochi credevano che sarebbe successo veramente. Il lento declino delle station wagon nel segmento premium sta iniziando anche in Europa e la prima casa automobilistica a mettere la parola “fine” alle vetture station wagon è Jaguar. Ian Callum infatti, responsabile stile della casa inglese, ha affermato che i numeri delle vetture station wagon premium sono troppo bassi rispetto alle risorse necessarie per la produzione, e concentrate unicamente nel mercato tedesco. La vera motivazione però è che le SUV, compatte, medie o di grandi dimensioni, fanno numeri decisamente maggiori rispetto alle station wagon, con un mercato in forte crescita e affermato in tutti i paesi del mondo. Per questo motivo la casa inglese dice addio alle Jaguar station wagon e non offrirà sul mercato le varianti wagon delle Jaguar XE e Jaguar XF. Al contrario, voci insistenti affermano che arriverà presto sul mercato una SUV più piccola da affiancare alla Jaguar F-Pace, scelta maturata proprio grazie al successo che sta ottenendo la sorella maggiore. Jaguar è la prima casa ad ufficializzare questa scelta. Per alcuni non può mancare una versione station wagon per il nostro mercato ad esempio, dove le berline sembrano sempre meno, ma la realtà è che le vetture wagon si vendono in pochissimi stati nel mondo, mentre le SUV hanno successo a livello globale. Altre case sono della stessa opinione Ecco perché la scelta che pare aver intrapreso anche Alfa Romeo, decisa a non offrire la Giulia Station Wagon, pare sempre meno azzardata rispetto a quanto sostenuto da molti, puntando tutto sulla produzione di almeno due SUV. Per sapere chi avrà ragione, occorre ovviamente aspettare la risposta del mercato, ma le SUV sono sempre più forti in questo...

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Walter de Silva lascia Volkswagen
Nov07

Walter de Silva lascia Volkswagen

Spesso, le brutte notizie non vengono mai da sole. In seguito al recente scandalo sulle emissioni, un’altra tegola raggiunge la casa di Wolfsburg: Walter de Silva, responsabile design del Gruppo Volkswagen, lascia Volkswagen e la presidenza di Italdesign Giugiaro. Storia e successi Nel 1972, de Silva inizia la sua carriera nel Centro Stile Fiat di Torino, ma è in Alfa Romeo che lascia il segno, progettando le Alfa 155, 145, 146, GTV e Spider del 1995. Le auto che consacrano il designer però sono le famosissime Alfa 156 e 147, che ottengono grandi dati di vendita e riconoscimenti per il loro design innovativo grazie al nuovo trilobo frontale. Nel 1999 lascia il Gruppo Fiat per dissidi interni e approda in Volkswagen, occupandosi del marchio SEAT. Qui disegna le nuove generazioni  di Ibiza, Córdoba, León e Toledo e Altea. Tre anni più Tardi approda in Audi, gestendo ugualmente il design della casa spagnola e di Lamborghini. Anche in Audi opera una piccola grande ricoluzione reinventando la nuova calandra Audi, ancora oggi simbolo delle vetture della casa dei 4 anelli. In Lamborghini le sue opere non sono da meno, se pensiamo ad esempio alla Lamborghini Miura Concept, vero tributo alla Miura rivista in chiave moderna. A gennaio 2007 diventa capo del Centro Stile Volkswagen Group, supervisionando lo stile di tutti i sette marchi del gruppo, ma soprattutto disegna quella che ritiene la sua miglior realizzazione, ovvero l’Audi A5, forse ancora oggi l’unica Audi in grado di trasmettere sportività grazie alle sue linee. Infine, nel 2011, l’associazione per il Disegno Industriale gli consegna il prestigioso Premio Compasso d’oro alla carriera. Nessuna casa in futuro Nonostante molti pareri contrastanti, c’è già chi pensa (o spera) ad un ritorno di de Silva nel gruppo FCA per disegnare nuovamente le Alfa Romeo. Il designer però chiude ogni porta, dichiarando che “al momento all’orizzonte collaborazioni con altre case...

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