Scandalo Emissioni: anche Mitusbishi ammette di averle truccate
Apr23

Scandalo Emissioni: anche Mitusbishi ammette di averle truccate

Anche i migliori sbagliano. Dopo lo scandalo Dieselgate sulle emissioni truccate che ha travolto Volkswagen facendo crollare la “perfezione” dei tedeschi, ora è il turno dei giapponesi di Mitsubishi, i quali hanno ammesso di aver truccato i dati relativi alle emissioni dei loro motori, utilizzando un software apposito su oltre 625.000 automobili. In questo caso, le emissioni misurate sarebbero inferiori al 10% rispetto a quelle reali, ma tuttora il governo giapponese sta verificando la presenza di altre anomalie. Le motivazioni dell’imborglio Dalle prime informazioni, pare che gli ingegneri Mitsubishi abbiano fatto calcoli errati in fase di progettazione sulla resistenza all’avanzamento, aumentando così consumi ed emissioni in modo irreparabile. Costretti a rimediare all’errore, l’unica via per risolvere il problema (a loro modo di vedere) era quella di falsificare le emissioni, utilizzando un software simile a quello di Volkswagen per “ingannare” gli strumenti di rilevamento delle emissioni. Il governo giapponese sta effettuando ispezioni nello stabilimento e nel centro tecnico ad Aichi, per verificare non ci siano altre irregolarità. Il crollo in borsa La Mitsubishi Motors ha perso in borsa ben 2,5 miliardi di dollari in appena due giorni con un crollo del 20% del titolo, mai visto negli ultimi 10 anni. La situazione si fa ancor più seria vista la poca liquidità di Mitsubishi, necessaria per affrontare tutti i richiami ed i relativi risarcimenti. Inoltre, anche Nissan potrebbe rischiare di essere messa in mezzo. Mitsubishi infatti produce piccole citycar per conto di Nissan (le Nissan Dayz, solo per il mercato giapponese) e per questo motivo anche Nissan dovrà chiarire la sua posizione, e potrebbe chiedere a sua volta danni a Mitsubishi. Le scuse Anche se è solo una magra consolazione, durante la conferenza stampa tutta la dirigenza Mitsubishi ha chiesto scusa ai consumatori, inchinandosi. Un gesto che certamente non cancella quanto fatto, ma che ormai è sempre più raro da...

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DieselGate, scandalo emissioni Volkswagen: il punto su quanto accaduto
Sep26

DieselGate, scandalo emissioni Volkswagen: il punto su quanto accaduto

#DieselGate, #GasAuto e “scandalo Volkswagen” sono gli hashtag e le parole relative allo scandalo emissioni Volkswagen più ricercate in questi ultimi 6 giorni e che stanno rimbalzando in rete e in televisione su tutti i notiziari. In seguito a prove e controlli da parte dell’EPA (Environmental Protection Agency, ovvero l’agenzia federale americana che certifica i consumi e le emissioni delle auto), il Gruppo Volkswagen è stato accusato di aver “truccato” le centraline dei motori Diesel TDI allo scopo di superare i severi test sulle emissioni, truffando così milioni di acquirenti in tutto il mondo. L’ammissione di questa colpa e della frode è arrivata prima dal numero uno di Volkswagen USA, Michael Horn, ed in seguito dallo stesso numero uno Volkswagen, Martin Winterkorn, che ha ammesso senza mezzi termini di aver ingannato gli acquirenti del brand tedesco, con una conseguente perdita dell’immagine di tutto il Made in Germany ed un crollo di oltre il 20% del titolo in borsa, bruciando 16 miliardi di euro. Queste le sue parole: “Mi dispiace profondamente di aver deluso i nostri clienti e l’opinione pubblica. Ci impegneremo a collaborare pienamente con le autorità e abbiamo già ordinato un’indagine esterna” Il Software intelligente Ma in cosa consiste questo trucco? Volkswagen avrebbe inserito un software “speciale” all’interno delle centraline elettroniche dei motori diesel TDI, in grado di riconoscere quando l’auto è sottoposta ai test di omologazione delle emissioni. Una volta “capito” che si è in fase di test, il software impone alla centralina un taglio di potenza del motore, abbassando le prestazioni ed ottimizzando tutti i parametri per ottenere bassi livelli di emissione. Di conseguenza, quando l’auto non ha le ruote sui rulli dei test a banco ma è sulle strade di tutti i giorni, inquina tra le 10 e le 40 volte di più rispetto ai valori omologati. Ovviamente, c’è chi insulta Volkswagen per l’inganno, chi giura non comprerà mai più un modello tedesco ma anche chi difende a spada tratta la casa tedesca, puntando il dito sui test “farlocchi” per l’omologazione delle emissioni e dei consumi. In difesa di VW sono scesi in campo appassionati ed esperti, che minimizzano l’operato della casa tedesca affermando che tutte le case automobilistiche “barano” in questi test e che quindi, dato che lo fanno tutti, Volkswagen sarebbe scusata. In realtà, le cose non stanno così. Ma andiamo con ordine. I test per i consumi le emissioni Come funziona l’attuale ciclo di misura dei consumi in Europa? Oggi i consumi e le emissioni delle auto nuove sono omologati con il ciclo NEDC (New European Driving Cicle), un semplice test su banco a rulli (e non in strada) dove le ruote girano...

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