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GP Brasile 2013 di Formula 1: Vettel vince e raggiunge Ascari. Mercedes seconda nel mondiale costruttori

Il Gran Premio del Brasile 2013 chiude la stagione 2013 del mondiale di Formula 1, confermando Sebastian Vettel il numero uno di questa categoria, il quale va a conquistare la nona vittoria consecutiva, raggiungendo Ascari. Alle spalle del pilota tedesco tagli il traguardo Mark Webber, il quale riesce a tenere alle sue spalle Fernando Alonso, che non riesce a raggiungere le due monoposto austriache. Quarta posizione per Button, seguito da Rosberg e Perez. Gara rovinata per Felipe Massa, autore di una gara davvero di alto livello, penalizzato da una dubbia decisione della direzione gara e costretto ad un drive through. Il pilota brasiliano ha oltrepassato la linea bianca all’ingresso dei box, ma questo non è concesso dalla direzione gara ed è stato penalizzato. Al di là della regola assurda in se, che contribuisce come molte altre ad “ammazzare” lo spettacolo in Formula 1, il trattamento riservato al pilota brasiliano non è stato lo stesso utilizzato nei confronti degli altri piloti. Infatti molti altri piloti hanno superato la stessa linea bianca, ricevendo però solo una ammonizione. Massa non ha potuto fare altro che scontare la sua penalità, riservando però un gesto di stizza nei confronti della direzione gara. Dubbia anche la penalità conferita ad Hamilton per una collisione avvenuta con la Williams di Bottas, ma anche in questo caso, il pilota inglese non ha potuto far altro che passare sulla pit lane. Purtroppo Ferrari non riesce a raggiungere il secondo posto nel mondiale costruttori, ottenuto dalla Mercedes grazie a buoni risultati di squadra raggiunti negli ultimi gran premi. Termina così questa stagione di Formula 1, l’ultima per i motori V8 aspirati che lasciano il posto ai motori V6 Turbo che scenderanno in pista il prossimo anno. Ci auguriamo che lo spettacolo della Formula 1 non venga oscurato anche il prossimo anno da dubbie penalità inflitte dalla direzione gara e da un regolamento sempre più stringente, ai limiti del ridicolo in alcuni casi, ma che si lasci spazio alla passione di team e piloti e alle battaglie che hanno reso popolare questo splendido sport.

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